Il verde nelle costruzioni: la posizione di IoArch

Equilibrio tra costruito e ambiente: dal 2006, anno della fondazione, IoArch ha sempre ricercato e documentato progetti, sistemi costruttivi e materiali per un’architettura ecologicamente consapevole, capace di migliorare la qualità della vita dei suoi fruitori e delle comunità in cui si inserisce. Lontana dall’essere il frutto di forme astruse e gratuite, la bellezza in architettura è il risultato dell’armonia: armonia nelle forme e nelle proporzioni; armonia tra l’edificio e il territorio circostante; armonia – infine – tra le funzioni dell’edificio, delle infrastrutture o della città e il Pianeta.

Lo sviluppo di sistemi e tecnologie che consentono di fare uso del verde come “materiale da costruzione” moderno, le ricerche e i progetti che salvaguardano e valorizzano il verde sul piano urbano e territoriale sono tra i migliori esempi di questa ricerca di armonia nell’ambiente costruito. Argomenti che nel 2006 erano ancora tabu – come il consumo di suolo, o la sua impermeabilizzazione come una delle cause del dissesto idrogeologico – oggi sono largamente condivisi, tanto da far parte delle linee guida sovranazionali per il contrasto al cambiamento climatico e dei regolamenti edilizi comunali.

La “sostenibilità” in edilizia oggi non è una semplice mozione di intenti ma un obbligo regolato da leggi e provvedimenti. Che è inutile eludere, dal momento che la ridotta domanda immobiliare si rivolge ormai solo verso architetture e territori di qualità. Se giardini pensili e pareti verdi verticali favoriscono bellezza e benessere creando nuove forme di relazione tra l’uomo e la natura, la “restituzione” in copertura del verde sottratto al terreno migliora la qualità ambientale complessiva favorendo il drenaggio dell’acqua piovana e attenuando le “isole di calore” provocate da cemento e asfalto.

Il centro di ricerca per il paesaggio sostenibile di Pittsburgh (http://phipps.conservatory.org/project-green-heart/green-heart-at-phipps/center-for-sustainable-landscapes.aspx) dimostra che le coperture verdi sono parte integrante della strategia per ridurre a zero il consumo di risorse in edilizia, mentre gli esempi di integrazione del verde in architettura sono sempre più numerosi, dai casi concreti, come la forest house di Studio Velocity a Toyokawa (http://www.architectural-review.com/buildings/forest-house-in-the-city-japan-by-studio-velocity/8649731.article), la“casa degli alberi” dello studio vietnamita Vo Trong Nghia (http://votrongnghia.com/projects/house-for-trees) o il Bosco Verticale di Stefano Boeri a Milano (http://www.residenzeportanuova.com/it/residenze-bosco-verticale) agli studi futuribili di grandi complessi verticali capaci di integrare residenza, agricoltura e commercio, come la “ydroponic farm” pensata da studio Aprilli per Seoul (http://www.aprilli.com/#/urban-skyfarm) o la “Città Ideale” (http://www.cittaideale.it/libretto Citta Ideale.pdf), il progetto ecologico per Expo2015 proposto dall’architetto Guglielmo Mozzoni, recentemente scomparso all’età di 90 anni.

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