Città, uomo e natura - Urban Farming Città, uomo e natura - Urban Farming

URBAN FARMING - Città, uomo e natura

La cittàmoderna segna un progressivo distacco tra l'uomo e la natura cui si è cercato di porre rimedio in molti modi. Dapprima con la creazione di parchi urbani e viali alberati con funzioni essenzialmente estetiche e "ricreative"; in seguito pianificandone la distribuzione come luoghi di socialità e di servizio per la comunità; infine con una progettazione estesa anche agli edifici capace di massimizzare i vantaggi del verde urbano in termini di tutela del suolo, capacità di assorbimento delle acque, mitigazione climatica, riduzione delle polveri e dell'inquinamento, conservazione della bio-diversità.
Non tutte le risposte sono state positive: la creazione di vasti quartieri suburbani dove vivere nel verde pur lavorando in città – tipica del modello di sviluppo anglosassone - ha sottratto vaste fette di terreno all'agricoltura, ha provocato un'urbanizzazione diffusa cancellando i confini tra città e campagna e ha generato il fenomeno del pendolarismo, con le conseguenze in termini di maggiori infrastrutture (strade e ferrovie) consumo di energia e aumento dell'inquinamento.

Una nuova sensibilità
Una crescente consapevolezza sui temi della salute e dell'ambiente genera oggi nuovi stili di vita. Riguardo al cibo, assistiamo a una domanda di qualità che ne mette in discussione i modi di produzione industriale e si interroga sulla sua provenienza. Cresce anche l'esigenza di svolgere attività fisiche, come rimedio alla vita sedentaria e come ritorno a pratiche di risparmio, riuso e autosufficienza ma soprattutto, dal punto di vista psicologico, per riappropriarsi della propria vita e ristabilire una relazione diretta con la natura, anche solo coltivando in proprio una pianta di pomodoro.

Agricoltura urbana
Solo sessant'anni fa a Londra, Milano, New York si coltivavano "gli orti di guerra" per far fronte alle penurie alimentari provocate dalla guerra. Senza arrivare a seminare frumento sui sagrati delle chiese, le città sono piene di "ritagli" di suolo inutilizzato, oltre a spazi pianificati a verde ma abbandonati e soggetti a incuria. Sono nuovi spazi per le comunità di cittadini, che alcune municipalità hanno già iniziato a gestire affidandone la cura a gruppi di anziani o, soprattutto nelle città nordamericane, di giovani. I vantaggi vanno oltre la semplice produzione di cibo perché contribuiscono a migliorare la socialità e la convivenza: uno spazio di cui la gente si prende cura è uno spazio sottratto alla criminalità; il raccolto di quartiere può essere venduto in mercati di quartiere, con una produzione effettivamente a chilometro zero; la coltivazione, la raccolta e la vendita dei prodotti degli orti urbani danno lavoro a giovani disoccupati.

Growing building
I grandi passi avanti compiuti sul piano delle tecniche e dei materiali oggi consente di realizzare orti urbani anche sulle coperture degli edifici. Ancora una volta l'esempio viene dal Nord America. A San Francisco ad esempio, nel 2011 il sindaco Ed Lee ha modificato il regolamento edilizio urbano per consentire la coltivazione e la vendita diretta di cibo coltivato nelle urban farms. Un altro esempio è la parziale riconversione del tetto verde dell'edificio del centro di ingegneria e di calcolo dell'Università di Ryerson, a Toronto (CND). Completato l'anno scorso su una piccola porzione dei 3.000 mq di copertura verde esistente già dal 2004, l'orto è un esempio di rivitalizzazione di un tetto verde maturo, possiede un enorme potenziale per la produzione di cibo da consumare nelle mense universitarie e costituisce anche un'opportunità per l'insegnamento concreto dell'agricoltura urbana alla comunità degli studenti.

Il futuro
Affascinati dal tema, molti architetti e ingegneri hanno già sviluppato progetti di vertical farming: torri capaci di ospitare al proprio interno tutto il ciclo produttivo legato al cibo: frutta ai piani alti, verdure in serre bioclimatiche capaci di regolare il microclima interno, allevamento di animali i cui rifiuti si trasformano in energia da biomassa che alimenta l'illuminazione, la mobilità verticale e le macchine per la trasformazione del latte. Al piano terra, aperto alla città, il supermercato per vendere i prodotti della vertical farm.

Links
http://www.verticalfarm.com/designs
http://www.livingarchitecturemonitor.com
http://www.greenroofs.org
http://grist.org/list/londons-newest-urban-farm-is-underground/

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